#mapparoma4 - A Esquilino un residente su cinque è straniero, a Torrino solo tre ogni cento


La quarta #mapparoma affronta il tema della presenza degli stranieri in città: quota rispetto alla popolazione residente nelle zone urbanistiche nel 2011 (mappa a sinistra) e variazione percentuale nel periodo 2001-2011 (mappa a destra). Si tratta di un "tema caldo" delle recenti campagne elettorali, anche in grado di condizionarne il risultato, come avvenne nel 2008 per la vittoria a sorpresa di Alemanno.

In realtà l'incidenza degli stranieri appare molto variabile sul territorio romano, senza le consuete fratture tra centro e periferia osservate per istruzione e nuclei familiari, e in misura minore per l'occupazione. Non emerge infatti una particolare concentrazione in quadranti specifici della città, né in zone caratterizzate da acuto disagio socio-economico. Sembra piuttosto che gli stranieri, secondo la tipologia occupazionale, vivano sia in zone benestanti, sia in quartieri più lontani dal centro dove gli alloggi costano meno.

Se guardiamo alle distribuzioni per paese di origine emergono tuttavia alcune caratteristiche ricorrenti: gli europei (la maggioranza sono rumeni) vivono soprattutto in periferia per ragioni economiche, mentre asiatici e africani in quartieri più centrali, tra cui i filippini spesso come "ospiti" in quartieri benestanti, i cinesi e molti africani vicini alle loro attività commerciali nei pressi di Termini e all'Esquilino.



(clicca sull'immagine per ingrandire)


La maggiore incidenza di stranieri (mappa a sinistra) si registra in quartieri molto diversi tra loro: come logico aspettarsi Esquilino (21%) e Quadraro (18%), ma anche le aree benestanti di Appia Antica Nord e Sud (20-21%) e Grottarossa Ovest (23%), nonché zone periferiche scarsamente abitate come Casetta Mistica e Omo a est (21-24%), Tor San Giovanni a nord (18%) e Tor Fiscale a sud (17%). La minore quota di stranieri, inferiore al 4%, è tipica invece di quartieri della periferia storica o anulare, con prevalenza di case popolari o alloggi costruiti da cooperative ed enti: a nord Serpentara (2,9%), a est Tiburtino Sud (2,5%) e Tor Tre Teste (2,3%), a sud-est Osteria del Curato (2,7%) e Barcaccia (3,6%), a sud Grottaperfetta, Torrino, Laurentino e Cecchignola (3-3,6%).

La dinamica tra i due censimenti 2001 e 2011
 (mappa a destra) mostra in generale una crescita nel numero degli stranieri da 98mila a 224mila in 10 anni. Vediamo aumenti notevoli, superiori al 1000% (ossia un incremento di 10 volte) in alcuni quartieri poco abitati, come i già menzionati Casetta Mistica e Omo a est, e Porta Medaglia a sud. Inoltre aumenti prossimi o superiori al 500% (ossia un incremento di 5 volte) a Settecamini, Lunghezza, San Vittorino e Barcaccia (a est), Malafede (a sud) e Pantano di Grano (a ovest). Vi sono state invece riduzioni nel numero degli stranieri a Celio, Acqua Vergine, Magliana e Pisana.

Un'avvertenza per entrambi gli indicatori: la massiccia presenza di stranieri senza fissa dimora residenti presso associazioni e Caritas rende inutilizzabili i dati relativi a Centro Storico, Trastevere e Torrespaccata, perché poco significativi della loro effettiva realtà territoriale, e quindi nelle mappe queste tre zone sono lasciate in bianco.


Keti Lelo, Salvatore Monni, Federico Tomassi




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Fonte: elaborazione su dati Istat - Censimenti 2001 e 2011




Gli autori, ferme restando le loro responsabilità per i contenuti delle mappe, sono debitori nei confronti del Croma (Centro per lo studio di Roma dell'Università Roma Tre) e di Luoghi Idea(li) per le elaborazioni, le suggestioni e gli spunti sulle attività di mappatura del territorio romano che sono state fonte di ispirazione per la nascita di questo blog.

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